venerdì 18 novembre 2016

La catena, il lucchetto ed il Montorli

Erano i primi anni settanta e su una collina tra le più belle del paese un gruppo di giovani e meno giovani decisero di dare forma ad un sogno, il calcio a Boville.
Avevamo la squadra, anzi due squadre, la Bovillense ed il Boville e non avevamo un campo. E cosi, dopo l'umiliazione di doverlo chiedere in prestito agli "odiati" cugini di Monte San Giovanni Campano un gruppo di imprenditori in rampa di lancio e di giovani di buone speranze decisero di costruirselo, un campo sportivo. Sul punto più alto di una delle colline più belle, con un panorama mozzafiato e tanto spazio intorno per costruire tribuna, spogliatoi e parcheggi. Pietro Fabrizi, Umberto Mizzoni, Antonio Guglielmi, il direttore didattico Di Mario, Salvatore Botticelli con  i suoi mezzi di movimento terra, giovani ed anziani : tutti misero a modo loro una pietra, un granello di sabbia al Montorli.

Erano lungimiranti quegli uomini che avevano visto con i loro occhi, da bambini, la povertà e qualcuno anche la guerra. Un campo sportivo dove fare sport, divertirsi ed andare a tifare ma anche un pochino sognare la domenica, magari con un orecchio alla radiolina per sentire le ultime della serie A. Si giocava tutti di domenica, tutti alla stessa ora, non c'erano anticipi e posticipi, molti non avevano ancora la televisione, figurarsi il satellite. L'Inter era stata da poco ceduta a Fraizzoli da Moratti padre e Berlusconi non era che un minuscolo imprenditore della periferia milanese.

I tempi cambiano, i sogni sono duri a morire.

Stamattina però il sogno di quegli uomini è stato scalfito ma non la loro memoria. Così. dopo aver messo i lucchetti al campo di San Lucio, dopo aver chiuso anche la palestra e fatto fuggire la pallavolo oggi è stato il turno del Montorli.

Politica, ripicche stupide, piccoli uomini a confronto di "giganti" che hanno costruito invece che distrutto e lasciato macerie.
Ci toccherà andare a giocare ancora a Monte San Giovanni? No, il Montorli riaprirà presto. Regalerà ancora emozioni e piccoli sogni. E sarà ancora più bello.

Il sogno di quei ragazzi di allora è più forte di tutto e di tutti. Anche di Piero e dei suoi burocrati.

venerdì 28 ottobre 2016

Centriglio, terra di suggestioni e tori perplessi

Già, da sempre Centriglio è una terra di suggestioni e di tori perplessi.

E, a proposito di corna, mancano poche ore e potremmo chiedere a Bill Centriglio, per tutti Memmo, le ragioni del tradimento tra lui e Piero. Primo eletto nella lista di Piero Fabrizi, un tempo erano uno l'ombra dell'altro; capitava di incontrarli spesso, insieme. 
Quasi un anno fa la rottura e dopo essersi rifugiato per mesi nel politichese tra poche ore Memmo scenderà nell'arena.


Il discorso, le domande del pubblico, la carta stampata, gli amici sostenitori e le spie inviate dagli avversari. 
E lui, uomo cresciuto a Centriglio, da sempre terra di tori, vestirà gli abiti del matador. Si, come le corride in Spagna. 
In una mano avrà il drappo rosso, nell'altra gli appunti con i quali cercherà di convincere la cittadinanza baucana, inviperita ed impoverita, a votare le tariffe dell'Acea. Non sarà facile.

Chissà se un giorno sapremo la verità sulla rottura tra Piero e Memmo; di sicuro la storia è fatta di strani incroci. Senza Mussolini, ad esempio, non ci sarebbe stato De Gasperi. E mentre negli Usa il vecchio Bill, quello vero, ha lasciato il posto alla moglie, al borgo è successo il contrario con Memmo che ha voluto la scena tutta per sè. 

Ora però i momenti loculliani e di bisboccia sono finiti. L'assemblea organizzata da Bill apre di fatto la campagna elettorale. Piero non ci sarà stavolta, non ci sarà come avversario e non ci sarà come alleato. Non ci sarà nemmeno Anthony Astolfi, compagno (!) di militanza nel sottobosco seguito alla scomparsa della Democrazia Cristiana e tra i papabili avversari. Ma nel frattempo, poco importa. 

Le corride finiscono quasi sempre con gli applausi per il matador ma nell'arena, si sa, ogni tanto i tori giocano brutti scherzi. 


martedì 11 ottobre 2016

Il Ciociaro Club sceglie Boville

Noi lo bacchettiamo sempre ma c'è qualcosa che Piero sta facendo abbastanza bene, almeno nelle intenzioni : l'idea di far crescere Boville nel turismo.
Non è un impresa semplice, soprattutto con questi chiari di luna. I comuni hanno davvero poche risorse da investire ed i cittadini, anche loro, devono far quadrare i conti per arrivare a fine mese. L'idea è sicuramente bella e, diciamoci la verità, anche ambiziosa.
Una mano potrebbero darcela gli amici del Ciociaro Club di Windsor, in Canada. I nostri conterranei che ormai da decenni vivono nella cittadina canadese affacciata sul lago Saint Clair e dirimpettaia di Detroit, negli Usa, ha deciso di eleggere Boville quale Paese dell'anno. Un motivo di vanto per tutti i baucani residenti all'estero, una bella occasione per noi di promuovere il nostro borgo nel continente nord americano. Nei giorni scorsi la bella notizia è giunta al borgo con tanto di conferma da parte del patron del club, Giulio Malandruccolo. Nella prossima primavera quindi i nostri amministratori si recheranno in Ontario per festeggiare questa speciale ricorrenza; si spera che nella prossima estate tanti emigrati e tanti altri canadesi coglieranno l'occasione di visitare Boville e scoprirne le sue bellezze naturali insieme ad un patrimonio artistico di primo piano.
Nella foto l'Ambassador Bridge che collega il Canada agli Usa. Riusciremo a costruire un ponte anche noi?

giovedì 6 ottobre 2016

I funerali, il calcio e la pizza con la mortadella

Alla fine, cosa rimarrà quando gli avremo tolto anche il calcio? La pallavolo è già migrata dalla palestra di San Lucio, la prossima vittima sacrificale sarà lo sport nazionale per eccellenza, il calcio.
Diciamoci le cose come stanno, è strano vedere un amministrazione comunale che ha investito tanto sullo sport impegnarsi così tanto per far sparire le associazioni che fanno attività sul territorio.

Sono lontani i tempi in cui il Boville era in serie D ed il sindaco Fabrizi ogni domenica era in panchina e si perdono nella notte dei tempi in cui, in piena campagna elettorale, quella del 2008, Piero si sobbarcava di chilometri per seguire la squadra dell'allora patron Gianni Milani anche nelle trasferte lontane. Chissà, forse le categorie inferiori e le squadre composte da ragazzi locali a Piero proprio non piacciono.

Del resto, come sorprendersi visto che in sette anni è un pochino questo il trattamento che ha riservato alla Bovillense, facendo sentire i giovani del territorio, i figli di quelli che pagano le tasse per intenderci, ospiti a casa propria. Piero non sosteneva loro, Piero sosteneva la squadra di "galacticos". Poi, sono retrocessi e Piero che pure non è stato mai parco nei contributi alla squadra di calcio, si è defilato. Con passo felpato, da politico navigato.

Qualcuno in paese maligna sostenendo che lui, Piero, ha smesso di sostenere il Boville perché realtà molto vicina al suo ex vice sindaco, Memmo Di Cosimo. Naturalmente, i lettori di Radio Boville si rifiutano di credere a questa singolare tesi non fosse altro perché crediamo che Piero sia una persona intelligente, abbastanza intelligente da capire che un comportamento cosi infantile, puerile alla fine danneggerebbe soltanto i più deboli in tutta questa storia : i ragazzi del nostro paese.

Non si è potuto far nulla in queste ultime settimane per sistemare il campo, nemmeno inviare il personale del comune al campo per aiutare a pulire e sistemare. Chissà, forse sono stati troppo impegnati a recuperare la recinzione della scuola elementare del centro storico, ancora arrugginita. Magari sono stati a rattoppare le strade del territorio che pure ci sembrano ancora piene di buche che sembrano voragini.

Magari sono stati fermi, a contemplare il panorama che si gode dal nostro stupendo centro storico, in orario lavorativo, con tanto di pizza e mortadella? Chissà.

Di certo, a sentire i boatos di questi ultimi giorni, pare che gli amministratori abbiano avuto la geniale idea di togliere la tribuna riservata agli ospiti dal campo di calcio per sistemarla all'interno del bocciodromo. Roba che nemmeno una mente illuminata con Einstein poteva arrivare a tanto.

Viene da chiedersi .. perché Piero si diverte a rimpallare le responsabilità nei meandri della burocrazia griffata Bassanini mentre tutti sanno che certe scelte sono esclusivamente politiche? Lui, Piero, sarà pure un politico navigato ma di certo nessun dei cittadini di Boville porta l'orecchino al naso. Soprattutto i ragazzi, quelli che non si accontentano di una stretta di mano fugace, magari in occasione di qualche funerale. Di quelli, Piero non ne perde uno. Ma si sa, ai funerali ci trovi quasi sempre gli anziani. I giovani sono andati a scuola, è più difficile prenderli in giro.



giovedì 22 settembre 2016

Boville, logos e kronos

Oggi pubblichiamo un bellissimo post di una nostra compaesana, Simona Rotondi. Spazio e tempo, il passato ed i ricordi più dolci, il futuro, quello che siamo e quello che vogliamo diventare. Boville, unica nella sua bellezza, visto dagli occhi di una nostra compaesana che vive in un luogo altrettanto bello ma che sente, nitido e penetrante, il richiamo della nostra terra.


Boville è il mio paese, ci sono nata e cresciuta, spazio e luogo della mia vita.

A Boville mi sento a casa perchè conosco le strade e i profili dei monti, mi riconosco nel paesaggio, negli odori e nei suoni, nella lingua, nello sguardo delle persone.

Non ci vivo da 20 anni, ma ci torno spesso.

Boville la sento quando respiro, nell’odore dell’aria fresca e pungente, la sento quando la osservo, nelle pietre antiche, nelle torri, nelle mura, nelle strade, nelle vie strette e penetranti.

Boville a me ricorda una donna, una bellissima donna.

Me la immagino con i capelli neri, lunghi e mossi, con gli occhi grandi e verdi, i fianchi larghi e le forme morbide. Me la immagino con un sorriso caldo ed accogliente, seducente come poche, cattura con gli occhi ma poi rapisce anche il cuore.

E’ una donna che ascolta tanto, che fa sentire bene chiunque si fermi a parlare con lei, a volte però diventa malinconica e triste e il suo sguardo si oscura.

Me la immagino che danza di notte a piedi nudi, senza badare al tempo che passa, e che racconta storie, seduta per terra con tanti bambini attorno a lei.

Me la immagino vestita di verde, verde smeraldo, con un nastro azzurro tra i capelli e una collana con pietre rosse che avvolge il suo collo.

Me la immagino forte e bella come un diamante, e semplice come un fiore di campo.

A Boville c’è un luogo in particolare che io amo: quello del Belvedere.

Quando ci passi, soprattutto nell’ora del tramonto o della sera, ti ferma il respiro, è bello da togliere il fiato.

Ti fermi e guardi, in silenzio.
In quel tratto il cielo fa l’amore con le montagne, la terra sembra illuminarsi di stelle, oro e di sole. Ti sembra di vedere l’immenso, laddove inizia e finisce l’universo.

Il cielo non è quasi mai azzurro, ma diventa rosa, rosso e arancio, i colori della terra e del fuoco che brucia.

Ti sembra di vedere scintille nell’aria.

Ho sempre pensato che se Giacomo Leopardi fosse ancora in vita, e anziché essere nato a Recanati fosse nativo di Boville .. sono sicura che l’Infinito l’avrebbe scritto ispirandosi a questo panorama.

Ed ogni volta che sono li davanti penso sempre che non potrei appartenere a nessun altro luogo al mondo.

martedì 20 settembre 2016

"Lo animava un grande patriottismo". Monsignor Paglia celebra la cerimonia funebre di Carlo Azeglio Ciampi

"Lo animava un doppio patriottismo, la sua amicizia un grande dono". E' con queste parole che il nostro concittadino, monsignor Vincenzo Paglia ha voluto ricordare Carlo Azeglio Ciampi, ex governatore di Bankitalia oltre che Presidente della Repubblica, celebrando la cerimonia funebre. Applausi e tanta commozione per l'ultimo saluto al presidente emerito della Repubblica, morto a Roma venerdì scorso all'età di 95 anni. Alla cerimonia funebre, presenti - fra l'altro - il capo dello Stato Sergio Mattarella e l'ex inquilino del Quirinale Giorgio Napolitano, il presidente della Bce Mario Draghi, i presidenti di Camera e Senato e l'ex premier Romano Prodi, l'attore Roberto Benigni.
I funerali si sono svolti in mattinata in forma privata nella parrocchia di San Saturnino, nel quartiere Trieste di Roma dove l'ex capo dello Stato risiedeva con la moglie Franca Pilla. La presidenza del Consiglio ha proclamato lutto nazionale per la giornata di ieri, con le bandiere, italiane ed europee sugli edifici pubblici, a mezz'asta. A celebrare i funerali è stato appunto il nostro concittadino, monsignor Vincenzo Paglia, che da diversi anni conosceva Ciampi e gli è stato vicino negli ultimi momenti della sua vita. "L'ultimo ricordo è quando gli ho portato la benedizione di papa Francesco. Con un filo di voce mi ha detto di ringraziarlo. Poi, ha cercato di farsi il segno della Croce e mi ha accarezzato. Siamo rimasti a guardarci nel dono della compagnia".

venerdì 26 agosto 2016

Il cowboy, l'arbitro ed il campo di Montorli

Forse sarà il momento in cui ci accorgeremo che è arrivata l'ora di tornare a considerarci un paese povero. Dopo aver rinunciato a festeggiare San Rocco, Boville sembra proprio che debba prepararsi a fare a meno anche del calcio. Sarebbe un grosso smacco, considerando che cinque anni fa il Boville era in serie D.

La retrocessione dello scorso anno è una ferita che brucia ancora. L'edilizia è ferma, moltissime imprese sono in grossa difficoltà, come tante famiglie del resto. Le vacche grasse sono finite da un pezzo, non possiamo permetterci più lo squadrone come qualche anno fa.

L'amministrazione in tutto questo scenario ha fatto un passo indietro. Sono lontani i tempi della grande squadra ma anche quelli del sindaco Piero Fabrizi seduto in panchina, come medico della società. Intendiamoci, Piero ha dato tanto alla società in questi anni. Una delle prime opere realizzate fu proprio la tribuna degli ospiti per permettere al Boville di disputare a Montorli le partite di serie D. Ed ora tra le opere in programma c'è il rifacimento del tappeto sintetico del campo, con un mutuo di trecentomila euro che finora è anche l'opera principale del suo secondo mandato.
Tuttavia, quando si è fatta più profonda la crisi economica e la buona sorte ha voltato le spalle al Boville, Piero ha deciso di allontanarsi in maniera lenta ma progressiva dal calcio.

Da qualche mese hanno rotto lui ed il suo vice sindaco, Memmo Di Cosimo, che gli amici di Radio Boville hanno imparato ormai a conoscere come Bill Centriglio. Caricature a parte, è stata una frattura politica e personale sicuramente profonda, per entrambi. Diciamoci la verità, i rami dei pini che arrivano fino alla porta degli spogliatoi, un mimino di manutenzione, una tinteggiata qua e là .. in altri tempi il comune lo avrebbe fatto volentieri. Francamente, non è uno spot molto bello per il nostro sindaco che pare stia facendo, come è giusto che sia, un pensierino a correre alle prossime regionali.
Il ragionamento è molto semplice: la dirigenza della squadra deve fare il massimo per tenere ad un buon livello la struttura ed il comune deve collaborare, nel rispetto dei vincoli ma anche al massimo delle sue possibilità. Fare tutto quello che si può fare, insomma.

In ballo c'è il prestigio del calcio nel nostro paese, a metà strada tra due piazze, Frosinone capace di arrivare fino alla massima serie ed Isola Liri che è sparita nonostante una tradizione di decenni alle spalle.
A fare le spese, se non si tornasse ad una cordialità nella collaborazione, sarebbero tutti i ragazzi del paese, da quelli più piccolini. Tutti i genitori, in fondo, vorrebbero che i loro bambini i primi calci al pallone li tirassero con addosso i colori del Boville. Ci si accorge di amare quella palla che rotola da piccolini, esattamente come si ama la terra nella quale si sta crescendo. Non rassegniamoci al fatto che Boville debba essere necessariamente più povera.

Certo, ora l'urgenza non è questa ma è di stringerci intorno a quelle comunità che sono state vittime del terremoto, paesini piccolini come il nostro, realtà che come noi facevano parte del club dei Borghi più belli d'Italia. Radio Boville si unisce al loro dolore.

giovedì 18 agosto 2016

La festa di San Rocco ed i cinesi a Sora Laura

Nel frattempo, a Sora Laura, sono arrivati i cinesi. No, non sono venuti ad alloggiare nel vecchio ostello per una visita della Ciociaria. No, ci hanno aperto un negozio di due piani.
Cinque estati fa a Boville venivano ad esibirsi Nek e Giusi Ferreri; ora, appena, una manciata di anni dopo non riusciamo nemmeno ad imbastire la festa di San Rocco.
I racconti dei più anziani ci mandano alla mente ricordi dolci, lontani e spesso incomprensibili riguardo a cosa significasse quella festa per la nostra gente. Si andava a Boville, nei giorni dell'Assunta e di San Rocco non solo per partecipare ai riti religiosi ma anche per andare a mangiare il pollo con i peperoni in qualche bettola del centro storico. Era un evento, un giorno speciale per la comunità di Boville, gente onesta e laboriosa ma costretta a convivere ora con la povertà ed ora con i soprusi dei "signori" del paese.
San Rocco era una festa nella festa, odori, sapori e colori diversi, un respiro di libertà . Qualcuno non poteva comunque permettersi un pollo intero e allora si condivideva la "partuccia", una povertà nobile e dignitosa che talvolta si esprimeva nel cavalleresco gesto, almeno per i canoni dell'epoca, di riportare la "fantacia" alle donzelle in dolce attesa.
Diciamoci la verità, dopo secoli di sofferenza ci eravamo specializzati nelle feste e solo la litigiosità ed il campanilismo ci hanno impedito di superare nel minutaggio dei fuochi la Madonna del Suffragio dei nostri cugini monticiani. Sempre che abbia un senso bruciare per aria decine di migliaia di euro in pochi minuti, eravamo i numeri uno. Ora, l'amministrazione comunale ha dovuto posticipare Boville Etnica a ridosso del Ferragosto per far sembrare tutto meno grottesco e poche volenterose persone hanno permesso comunque lo svolgimento della cerimonia. E come se non bastasse, pare che quest'anno Zingaretti ci abbia negato i fondi per la Pasqua con Giotto che erano arrivati praticamente dal primo anno in cui si è tenuta la rassegna. Sarà divertente vedere il sindaco Piero Fabrizi, in pole per la candidatura alla Pisana, fare porta a porta brigando per la riconferma del fratello di Montalbano.
Cinque anni dicevamo. Sembrano lontani i tempi di Nek e di Giusi Ferreri. I migliori artisti sulla piazza, al culmine della nostra magnificenza, prima del grande inverno del crollo del settore immobiliare. Sembra trascorsa un eternità, sono soli cinque anni. Il mondo è cambiato attorno a noi e la colpa non possiamo darla a nessuno, nemmeno a quegli amministratori che camminano per le strade alla ricerca dell'ultimo Pokemon come un teenager qualsiasi.
Nell'epoca della modernità liquida, con il settore immobiliare fermo al palo e con le case sembra non volerle più nessuno Boville è costretta a guardarsi dentro; i tempi dei nostri avi purtroppo sono lontani, ritrovare un briciolo della loro umanità, della condivisione potrebbe realmente aiutarci.
A Boville probabilmente non verranno i cinesi, non adesso almeno, complice anche lo scarso appeal commerciale del nostro borgo. Chinatown non è più il fantasioso racconto di qualche paesano che è stato in vacanza a New York ma è qualcosa di molto più vicino a noi. E' finita un epoca o forse ne sta per iniziare una nuova.

mercoledì 8 giugno 2016

Quale futuro per i piccoli comuni?

Sono stato ad un comizio ad Alvito una decina di giorni fa. Erano le battute finali della campagna elettorale  nella città della valle di Comino. Una delle liste in campo, Alvito Bello, ha organizzato un incontro con l'onorevole Ermete Realacci, uno dei pochi politici italiani che ha ancora la forza, il coraggio di guardare avanti in questa disastrata Italia ed è tra i promotori di alcune leggi speciali per i piccoli comuni. Probabilmente Realacci è un tipo testardo e la cosa non mi stupisce perchè ha sangue ciociaro, ciociaro come noi.

Eccone un breve estratto, buona visione.

https://www.youtube.com/watch?v=SYqy46V7DCY

martedì 15 marzo 2016

L'emigrazione baucana

"Dati non disponibili". Questa è la risposta che il Ministero degli Esteri e quello degli Interni forniscono a chi cerca di descrivere la nuova emigrazione italiana. Figli di una società globale e liquida, in fuga da un Paese che gli offre poche opportunità. E' la nuova emigrazione italiana, quella figlia della globalizzazione e della crisi economica, quella globalizzazione dove i piccoli centri si svuotano sempre di più, con risorse e capitali che migrano altrove. Così, dopo una crisi lunga ben sette anni, sembra essere così anche per Boville Ernica. Da noi non emigrano soltanto i cosiddetti "cervelli in fuga" ma tanti operai specializzati che vanno via per guadagnarsi la pagnotta. 

Sarà che adesso non abbiamo più voglia di immaginare o di scommettere, sarà che nel cielo vediamo soltanto stelle cadenti. Sarà che li abbiamo visti andare via, trascorrere l'ultima serata con gli amici al bar, davanti ad una birra ed ad un caffè che non avrà più lo stesso sapore. E la mattina dopo infilare la strada dell'aeroporto dopo aver salutato con un abbraccio gli affetti più cari. Nella valigia ci sono tanti, troppi sentimenti, troppi per essere descritti con precisione. C'è la speranza di un futuro migliore, la rabbia per un presente che non è all'altezza delle aspettative, il senso di avventura e la paura dell'ignoto. E' cosi, è sempre stato così.A Boville, siamo sempre stati legati in maniera viscerale alla nostra terra. 


Non ce la passavamo bene, certo, ma alla fine dell'Ottocento non abbiamo avuto la diaspora di borghi come Casalattico dove più della metà del paese si trasferì in Irlanda. E non abbiamo conosciuto nemmeno l'emigrazione di massa verso il Canada dei verolani, nel Secondo Dopoguerra, tanto per citare qualcosa a noi più vicino. Credevamo che quella pagina della storia fosse alle nostre spalle, ormai contenti di poter ospitare, magari durante la festa di San Rocco, amici e parenti che avevano lasciato Boville e rassicurarli con fuochi d'artificio e cantanti all'ultimo grido che anche noi ce l'avevamo fatta, che a Boville si viveva bene. Molto bene. Ora, la cronaca ci dice che questo borgo di novemila anime, terra della piccola imprenditorialità che significava benessere economico per la famiglia e la bella auto al figlio per il giorno dei diciotto anni, è tornata ad essere terra di emigrazione. Si va a trovare i parenti e guardarsi attorno, si va per quell'offerta di lavoro trovata via internet, qualcuno chiede qualche dritta agli amici, si va perchè stufi di come vanno le cose in Italia. Le mete sono sempre le stesse : dal Regno Unito al Canada, fino agli Stati Uniti ed all'Australia, terra che inizia a riscontrare sempre più le preferenze della nostra comunità. Molti torneranno, qualcuno troverà altrove la sua strada.


Tanto per non dimenticare di essere a pochi chilometri dal confine con il Mezzogiorno, tanto per non dimenticare di essere orgogliosamente baucani.


sabato 16 gennaio 2016

L'inquinamento luminoso e le soluzioni alla "baucana"

L'obiettivo era quello di sensibilizzare la cittadinanza sulla tematica dell’inquinamento luminoso. Ed a conti fatti, l'opera di convincimento non deve essere stata nemmeno troppo faticosa per i nostri amministratori. Ebbene si, oggi a Boville Ernica, con la preziosa collaborazione del locale circolo di Legambiente ed alla presenza dell’avvocato Mario Di Sora, direttore dell'Osservatorio di Campo Catino, si è tenuto un convegno per discutere delle possibili soluzioni al problema. Soluzioni che a dire il vero a Boville sono state messe in atto, magari in maniera un pò rudimentale, già da un pò. Indovinate come? Beh, semplicemente spegnendo le luci.
Ve lo ricordate? Si, subito dopo l'ultima campagna elettorale. Accendere un lampione si ed un lampione no. Davvero ingegnosi i nostri amministratori, non trovate? 

Chissà cosa avrebbe detto di questa bizzarra trovata l'astronomo Giuseppe Armellini che alla nostra cittadina ha donato tra le altre cose la meridiana in piazza Sant'Angelo; un dono che a quanto pare non è stato nemmeno troppo apprezzato visto le condizioni in cui è stata lasciata la stessa. 

martedì 12 gennaio 2016

Acqua, la grande farsa

Un atto di indirizzo politico che dia mandato al sindaco Piero Fabrizi a valutare, insieme ad altri comuni ciociari, la rescissione del contratto che li lega ad Acea. Dopo tante polemiche, dopo le proteste sollevate dai quattro angoli della terra che fu di Caio Mario e Cicerone alcuni amministratori sembrano essere intenzionati a partire, lancia in resta, contro l'attuale gestione del servizio idrico.

Un tema scottante che a Boville non riguarda soltanto la gestione dell'Acea ma anche gli equilibri interni a quella che un tempo era la maggioranza del sindaco Fabrizi che, ufficialmente, si è spaccata proprio sulla mancanza di fiducia tra Piero Fabrizi ed il suo ex vice sindaco Memmo Di Cosimo. Una bomba ad orologeria quindi. Scoppiata con quasi un anno e mezzo di ritardo se è vero come è vero che il voto favorevole al piano investimenti è stato espresso l'estate dello scorso anno mentre la defenestrazione di Di Cosimo è roba di poche settimane.

Ci stanno prendendo in giro? La riflessione è molto semplice. Perchè la fiducia tra il primo cittadino ed il suo vice è venuta a mancare a scoppio ritardato e quindi un anno e mezzo dopo? Ancora .. ci risulta che il sindaco Fabrizi abbia partecipato, spesso proprio insieme a Memmo Di Cosimo, alla maggior parte delle riunioni della consulta dei sindaci. Sarà capitato ai due rappresentanti del comune di Boville di discutere della vicenda, di scambiare opinioni in merito, no? Insomma, è davvero possibile che Di Cosimo abbia deciso da solo, senza ascoltare nessuno dei suoi colleghi di maggioranza? Possibile che non ci sia stata nemmeno una telefonata tra il sindaco ed il suo vice?

Poi, veniamo alla vicenda del piano di investimenti. I cittadini di Boville stanno pagando le bollette del servizio idrico adeguati dal gestore alla tariffa accordatagli proprio in occasione della presentazione del piano di investimenti. A tutt'oggi però cercare una nuova condotta idrica a Boville equivale a cercare un ago in un pagliaio. In calendario sembra esserci soltanto un intervento sulla condotta della rete fognante, nella zona di Casavitola, in coabitazione con il comune di Veroli ma stando a quanto ci hanno raccontato alcuni residenti della zona la discussione va avanti nemmeno si dovesse realizzare un circuito di Formula 1.

Una richiesta esplicita ai nostri amministratori potremmo farla anche noi di Radio Boville da queste pagine. Ci piacerebbe sapere, anche a seguito dell'intervento di Fare Verde, un associazione ambientalista riconosciuta a livello nazionale, quale è lo stato dei depuratori sul nostro territorio.

Magari il sindaco relazionerà all'assise in proposito. Magari ci spiegherà perchè ha lasciato passare, è proprio il caso di dirlo, tanta acqua sotto i ponti prima di interrompere il cammino politico con il suo antico sodale. Misteri della vita politica baucana; ne sapremo di più domani sera.

domenica 3 gennaio 2016

Alex Colapietro ricoverato d'urgenza a Roma dopo uno scontro di gioco. Ancora sconfitta per l'Atletico Boville

Attimi di paura vissuti nella mattinata di oggi nel campo sportivo "Montorli" a Boville Ernica. Nella tarda mattinata infatti si stava disputando la partita del campionato di Promozione tra la squadra locale, l'Atletico Boville ed il Borgo San Michele, compagine di Latina. 
A metà della ripresa un duro scontro di gioco tra due compagni, entrambi calciatori dell'Atletico Boville ha fatto temere il peggio per uno di loro. Il difensore blugranata Alex Colapietro, 23 anni, e' caduto a terra perdendo i sensi dopo lo scontro, fortuito, con il suo compagno di squadra. Sul posto è stata fatta arrivare un'eliambulanza. Dopo le prime cure i medici hanno predisposto il trasferimento del giocatore all'ospedale in un ospedale della Capitale. Ha riportato un trauma facciale con interessamento della mandibola ma non sarebbe in pericolo di vita. Nelle prossime ore, dopo che le sue condizioni si saranno stabilizzate sarà possibile fare una diagnosi più precisa. Lievemente ferito il portiere, medicato in campo. Per la cronaca, al momento dello scontro tra i due calciatori, l'Atletico Boville, ultimo in classifica, stava vincendo il match con il risultato di uno a zero. La gara però è terminata con l'ennesima sconfitta dei blugranata con un gol beffardo subito in piena zona Cesarini. Il nuovo anno insomma non sembra essere iniziato molto bene per la squadra di mister Caldaroni che ora dovrà fare a meno di uno degli elementi migliori; la speranza di tutti gli appassionati è che si possa invertire questa tendenza quanto prima.