lunedì 23 gennaio 2017

Trump, la diaspora socialista e la corsa al dopo Piero

La maggioranza politica, almeno nei numeri, è ancora molto solida. Quello che Piero Fabrizi non sembra avere più ormai è una squadra compatta a sostegno del suo operato amministrativo. Ad un anno e mezzo dalle elezioni insomma si è ufficialmente aperta la corsa alla successione del primo cittadino. Di acqua sotto i ponti dalla primavera del 2008, quando Piero venne eletto alla guida di Palazzo Simoncelli, ne è passata veramente tanta e molte cose sono cambiate.
Tra mediazioni della prima ora, ricuciture e spaccature più o meno clamorose, Piero si avvia a portare a termine la seconda consiliatura con un piccolo e personalissimo primato ovvero aver rotto gli accordi con entrambi i vice sindaci che lo hanno accompagnato all'inizio del suo mandato. E' successo con Enzo Perciballi, primo degli eletti nel 2008 e con Memmo Di Cosimo, il candidato più votato nel 2013. Due mosse che a Piero sono servite soprattutto a non aver nessuno che nella sua squadra che potesse fargli ombra ma che a meno di due anni dal termine del suo mandato lasciano profonda incertezza su colui che ne raccoglierà il testimone, ammesso che la squadra che lo ha finora sostenuto non si sfaldi del tutto, in balia di personalismi, abbandoni e cambiamenti più o meno radicali del quadro politico. Per il momento è difficile oltre che prematuro azzardare delle ipotesi. 

In pole position sembra esserci l'attuale vice sindaco, Anthony Astolfi che da tempo ormai sta lavorando per assumere un profilo più "istituzionale" all'interno della squadra di Piero Fabrizi. L'avvicinamento ai Socialisti, necessario per aver la "benedizione" del deus ex machina dell'ex partito del Garofano, Gianfranco Schietroma, la presidenza del consiglio comunale ed il ruolo di ambasciatore del nostro borgo in seno alle associazioni delle Città dell'Olio e dei Borghi fanno di Anthony il candidato più papabile. Naturalmente, non è il solo. A fari spenti si muove anche Angelo Fabrizi, fedelissimo di Piero fin dalla prima ora, in orbita socialista anche lui, profilo meno istituzionale ma certamente più affine a raccogliere le simpatie dei fedelissimi di Piero, tutti della contrada di Santa Liberata. 
A distanza e con passo felpato si sta muovendo anche un altro degli assessori di Piero, l'ex presidente del Boville calcio Angelo Reali. Nella scorsa tornata sostenuto da un comitato di zona Reali si è affacciato al mondo della politica conservando il suo spirito di "civil servant" ovvero di esponente della società civile prestato alle istituzioni, profilo questo che potrebbe rappresentare una valida carta da giocare.

Eh si perché a Boville non avremo né la Brexit e nemmeno Trump ma di certo buona parte della cittadinanza è stufa di pagare tasse e tributi per servizi inefficienti o inesistenti. E l'idea geniale di affidare la riscossione dei tributi a qualche società privata con sede a Frosinone invece che agli uffici di Palazzo Simoncelli (dove i dipendenti comunali a quanto ci risulta vengono regolarmente pagati) non fa che peggiorare ancora di più l'umore di un popolo stanco delle prese in giro.

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