mercoledì 19 aprile 2023

Il sistema bancario a riserva frazionaria dai Medici ad oggi

 Di Gianpiero Fabrizi





Nel caos bancario dei giorni nostri sono in tanti a guardare indietro nel tempo, a più di 600 anni fa, alla storia della Banca Medici, una delle banche più potenti del suo tempo, che, con i suoi quattrocento anni di attività, diventó una delle banche più rispettate in Europa.

Tra i primi ad adottare il sistema bancario a riserva frazionaria, una pratica di cui i clienti della Banca Medici non erano a conoscenza e che alla fine portò al sostanziale fallimento dell'istituzione finanziaria stessa. I Medici modernizzarono più di ogni altra famiglia il concetto di banca commerciale, tratteggiando le caratteristiche che gli istituti di credito assumono ai giorni nostri. 

Ma in che modo il fallimento della banca Medici è ancora molto rilevante per le pratiche bancarie moderne di oggi ?


Il crollo di tre grandi banche a metà marzo 2023 ha indotto le persone a esaminare attentamente i rischi del sistema bancario a riserva frazionaria che consente ad un istituito finanziario, essenzialmente,  di detenere solo una frazione dei depositi in banca e di utilizzare i fondi rimanenti per prestare o investire, con lo scopo di ottenere un rendimento. 


Fondata a Firenze, in Italia, nel 1397 da Giovanni di Bicci de' Medici, nei primi anni di attività, la banca crebbe rapidamente ed inizió ad aprire filiali in tutta Europa. Simile ai banchieri dell'inizio del XX secolo come J.P. Morgan, Jacob Schiff, Paul Warburg e George F. Baker, i membri della casa dei Medici erano estremamente potenti e segnarono nell’economia, nella politica e nelle arti l’intera epopea del Rinascimento.


Nonostante questo, se guardiamo alla storia della banca ci accorgiamo che le riserve che i Medici detenevano ammontavano quasi sempre a meno del 10% dei depositi e per lunghi periodi soltanto i preziosi fiorini d'oro, coniati dalla potente Repubblica di Firenze, restituivano alla banca l’immagine di solidità ed affidabilità agli occhi dei partner italiani ed internazionali. 


Come ogni banca moderna, il Banco dei Medici deteneva depositi e concedeva prestiti, trattava cambiali, cambiava denaro e svolgeva affari all'estero, ma fu l’ingegnoso ricorso alla riserva frazionaria a consentirle di aprire ben nove filiali fuori Firenze, di cui la più importante era in Vaticano, dove decime e tasse, dovute alla Chiesa di Roma, venivano intermediate ed incassate dai Medici. 


Banche e commercio andavano di pari passo. I ricchi mercanti italiani potevano, ad esempio, prestare denaro ad allevatori di pecore o mercanti di lana inglesi, in cambio di prezzi più bassi. Certo, questo era anche un modo per le banche di eludere il divieto della chiesa sull'addebito di interessi, ma testimoniata anche  la forza finanziaria delle compagnie e degli istituti di credito che li supportavano. Un altro metodo era usare la valuta estera: la banca poteva prestare, o accettare una cambiale in una valuta e riscuotere il proprio debito in un'altra, costruendo un tasso di interesse nascosto nel tasso di cambio.


Tuttavia, nonostante gli appoggi in Vaticano, la proiezione internazionale e la salda presa sulla Firenze dell’epoca, numerosi studi ci dicono che fu il nuovo sistema di contabilità in partita doppia a fare la differenza nell’espansione della banca. Era la "tecnologia" utilizzata all’epoca: un libro mastro che registra sia i debiti che i crediti ed è ancora oggi utilizzato nel mondo finanziario moderno. All'epoca, il frate francescano Luca Pacioli scrisse un libro sulla contabilità in partita doppia con l'aiuto niente meno di Leonardo da Vinci. Sebbene Pacioli e da Vinci non pretendessero di aver inventato il nuovo sistema, la loro ricerca portò all'uso più ampio e strutturato della contabilità in partita doppia, che è ancora in uso oggi.


La cronica carenza di capitale, le alterne fortune politiche, unitamente alle scarse competenze manageriali della famiglia costrinse la banca, nel 1494, a chiudere tutte le filiali estere e poi a chiudere definitivamente i battenti. 


I nipoti di Lorenzo Il Magnifico conservarono ancora per qualche altro decennio il potere a Firenze, ma l'Italia non avrebbe mai più dominato la finanza europea come avvenne nella leggendaria epopea dei Medici.

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