venerdì 27 aprile 2018

L'auditorium, il teatro ed il dialetto. L'intervista di Radio Boville con il dottor Renato Genovesi

"Con Piero Fabrizi siamo sulla stessa lunghezza d'onda. E' una persona seria, onesta e trasparente, qualità indispensabili per governare un territorio. Ho accettato di concorrere a sindaco del mio paese, è una sfida impegnativa ma la politica è passione". Inizia così, davanti la macchinetta del caffè nel suo studio medico, la prima intervista di Radio Boville a Renato Genovesi, candidato sindaco della lista "Insieme per Crescere 2.0". E' lui, medico come Piero, ad aver accettato di raccoglierne il testimone; di estrazione post democristiana, Popolari per l'esattezza, poi assessore con Ruggero Mastrantoni tra la fine degli anni novanta e l'inizio degli anni zero. Onestà, impegno e dedizione, questi i punti cardinali che segnano il nuovo corso del progetto politico di Genovesi che insieme alla politica unisce la passione per il teatro ma non sembra affatto entusiasta del teatrino della politica nazionale degli ultimi anni. "Per chi come me intende la politica come passione e servizio alla collettività, come mettersi al servizio degli altri, il trasformismo degli ultimi anni a che vediamo nella politica nazionale è uno spettacolo davvero poco edificante. Tuttavia, in politica ormai si viaggia al ritmo dei cambiamenti del mondo".
Incalzato sui tanti competitor che si presentano al via di questa competizione elettorale, Genovesi raccoglie la sfida con stile e con un tocco di fair play che non guasta mai.
"Vedo con piacere che tanti giovani di Boville sono candidati nelle diverse liste. E' bello vedere che hanno a cuore la politica. Spero che il paese abbia un futuro con più partecipazione, non vorrei che fosse solo una ventata. Tuttavia, abbiamo davanti un quadro politico piuttosto confuso ma sono convinto che i nostri concittadini sapranno premiare il progetto politico più concreto ed interessante".
Non si sbilancia sull'operato dell'amministrazione uscente, il "comedian" nostrano anche se "il giudizio sull'amministrazione uscente è positivo. Rispetto a quello che è stato fatto finora e poi dobbiamo ricordare che amministrare non è semplice. Non ci si improvvisa, bisogna programmare. Ritengo che ci sia la necessità di potenziare le manifestazioni culturali anche se le risorse a disposizione non sono particolarmente ampie. Tuttavia, il bilancio che ci lascia Piero Fabrizi è quello di un comune sano e questo consente di programmare al meglio il futuro".
Tanti i progetti e le idee per il futuro del borgo ernico, una "lista dei desideri" in equilibrio tra il sogno di un paese migliore ed i piedi ben ancorati a terra. Il tutto, condito da un pizzico di pragmatismo e saggezza popolare, la stessa che Genovesi ha rappresentato nei palchi di tutta la Ciociaria in questi decenni.
"Se Dio vuole ho intenzione di rimboccarmi le maniche. Scommetteremo sul rilancio dell'artigianato, vorrei creare un marchio che permetta a tutti di conoscere Boville attraverso un oggetto di artigianato oppure un prodotto enogastronomico, una delle nostre eccellenze : inutile dire che il pensiero va al nostro fantastico olio d'oliva. L'economia in tante parti del mondo si sta trasformando in economia circolare e sono convinto che ci sia lo spazio per sviluppare la nostra microeconomia. 
Non possiamo fare grossi passaggi o grandi promesse. Cercheremo di fare il massimo anche per fare in modo di rendere i nostri ragazzi sempre più partecipi alla vita del paese. Continueremo a dare impulso alle attività sportive con l'ammodernamento del centro sportivo di Montorli e personalmente ho davvero a cuore la riqualificazione del campo sportivo di San Lucio che verrà riaperto quanto prima. Ovviamente, la realizzazione di un auditorium è l'aspirazione più alta. La scuola deve essere al primo posto, ci vuole più attenzione per la cultura e per il turismo, un argomento del quale tutti parlano senza che nessuno sappia davvero come intervenire".
Dopo un buon caffè ed una piacevole chiacchierata, il tempo stringe ed alla porta di "Renat' Sampacorta" bussano i suoi pazienti. C'è ancora il tempo per un'ultima domanda, quasi alla Marzullo; e quando gli porgiamo un foglio bianco e gli chiediamo, da uomo di teatro, cosa immagina e cosa vuole per Boville i suoi occhi per un attimo diventando sognanti, per una frazione di secondo quasi assenti.
"Mi auguro che il nostro dialetto, che è bellissimo, non scompaia. Realizzare l'auditorium sia per la musica che per le opere teatrali è un sogno che ho nel cassetto ma soprattutto un modo per conservare la cultura e le tradizioni di Boville".

In sala d'attesa arrivano altri pazienti, è ora di andare. Radio Boville tornerà ad intervistare presto Renato e le domande saranno più piccanti. Per ora, è stato bello ritrovare uno dei protagonisti della politica baucana. 

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